Come sono diventata Coach

...fino a quando ho deciso di dare voce a quella parte di me che chiedeva di più

Anni nella comunicazione e nella formazione… fino a quando ho deciso di fare spazio a qualcosa di più profondo, partendo da me!

Ci sono momenti nella vita in cui non cerchi una svolta. Sei immersa nel lavoro, nei progetti, nei “to do” quotidiani, e tutto fila… più o meno. Fino a quando poi succede qualcosa.
Nel mio caso, è arrivato il Coaching. Non come un’idea brillante o una strategia di carriera, ma come un incontro, di quelli che non puoi ignorare.

Prima di diventare coach, ero già “in cammino”

Da quando ero ragazzina ho sempre avuto la fortuna (o il coraggio) di fare quello che per me, in ogni fase della mia vita, era il lavoro più bello del mondo.

Da giovanissima salivo sui palchi nei villaggi turistici e nei teatri. Prima ancora di laurearmi, ero già responsabile marketing per un’azienda importante sul territorio riminese.

Ho vissuto l’adrenalina delle agenzie di comunicazione e delle agenzie web, il lavoro con i clienti, le scadenze, gli eventi nei weekend e i brainstorming notturni… fino a scegliere di mettermi in proprio.
Non mi sono mai accontentata di un cedolino a fine mese. Sono sempre andata a prendermi quello che desideravo.

Per oltre vent’anni ho lavorato in comunicazione e marketing. Formazione, strategie, slide, eventi, corsi, campagne pubblicitarie e testi in ottica seo… ore e ore passate tra scrivanie, team, clienti e nuove entusiasmanti sfide.

Nel frattempo, dietro le quinte, c’era una Stefania che non smetteva di studiare, leggere, frequentare seminari, esplorare il mondo dello sviluppo personale, dell’intelligenza emotiva, della PNL, dell’Enneagramma e delle relazioni umane.

Era una ricerca silenziosa, costante… e un giorno ha preso voce.

L’incontro con il coaching: non un cambio, ma un’evoluzione

Nel 2009 un coach americano mi diede la possibilità di fare la mia prima camminata sui carboni ardenti. Sì, parlo proprio di Tony Robbins. E lì ho capito quanta forza avevo dentro di me.

Dopo di lui ne sono arrivati altri, tutti a modo loro importanti: Daniele Di Benedetti, Italo Pentimalli, Filippo Ongaro, Leonardo Leone, Antonio Pipio, Romina Corbara.
Grazie a ciascuno di loro, il puzzle ha iniziato a prendere forma. Ho compreso cosa voglio davvero fare da grande: aiutare gli altri a raggiungere il successo. Ovvero, la capacità di far succedere le cose.
Il coaching è arrivato a unire i puntini, a dare nuovo significato e nuovo senso a tutto ciò che avevo vissuto.

Ho iniziato a sperimentarlo su di me, a usare le domande giuste, a fermarmi, ad ascoltare davvero.
Lì ho capito di aver trovato una chiave potente, uno strumento concreto, capace di integrare tutto quello che avevo fatto fino a quel momento.

Unire i puntini: comunicazione, strategia, consapevolezza

Così ho deciso di fare quello che amo fare da sempre: integrare.
Ho unito il marketing alla mente, la comunicazione alle emozioni, la strategia alla consapevolezza.
È da qui che nasce il mio approccio.

Un coaching che:

  • non dà risposte, ma aiuta a far emergere quelle giuste per te
  • non ti giudica, ma ti accompagna in uno spazio sicuro
  • non promette formule magiche, ma ti offre metodo, visione e nuovi strumenti
 Perché oggi faccio questo lavoro

Perché credo che ogni cuore che batte – e ogni azienda che cresce – abbia dentro di sé qualcosa di prezioso, e che spesso serva solo un po’ di silenzio, un po’ di ascolto e le domande giuste per farlo emergere.
Il coaching è la mia modalità per portare più consapevolezza e concretezza nel mondo, una conversazione alla volta.

Vuoi scoprire se il coaching fa per te?

Nel blog trovi articoli per approfondire le diverse aree (life, business, health, parent…), ma se vuoi capire se lavorare con me è ciò che serve a te, o alla tua azienda, in questo momento, scrivimi qui: info@stefaniadalessandro.net

Stefania

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