Come un semplice “ma” può creare un conflitto e sabotare la tua comunicazione

Sapevi che le parole avversative, come un semplice "ma", agiscono da cancellatori semantici. e possono sabotare la tua comunicazione!

Alternative alle parole avversative “ma”, “però” e “tuttavia” per mantenere aperto il dialogo

Durante una formazione sui Team Efficaci della scorsa settimana, una partecipante mi ha chiesto quali alternative potessimo usare oltre alle formule più note, come “e allo stesso tempo”, per sostituire le parole avversative.
La sua domanda mi ha offerto uno spunto prezioso. Ho raccolto quindi espressioni, esempi e applicazioni utili per rendere la comunicazione più fluida, collaborativa e consapevole.

Da quella domanda di Sara, nasce questo articolo. Partiamo dall’inizio.

Che cosa sono le parole avversative?

Le parole avversative collegano due parti del discorso introducendo un contrasto, una correzione o una limitazione. Tra le più comuni troviamo “ma”, “però”, “tuttavia”, “anzi”, “bensì”, “invece”, “piuttosto” e “nonostante”.

Queste parole hanno una funzione precisa: segnalano un cambio di direzione nel messaggio agendo come dei veri cancellatori semantici. Ovvero? Se pronunciamo una frase con un un “ma” nel mezzo, tutto quello che avevamo detto prima del “ma” viene cancellato dalla mente del nostro interlocutore.

Ad esempio, se dico a Mario: «bella la tua maglia rossa, ma potevi mettere una camicia oggi!», Mario sente solo la mia critica, ovvero che avrebbe dovuto indossare la camicia, il complimento per la maglia passa inosservato.

Vien da sè che se avete cancellato anche voi i complimenti per la maglia di Mario, sarete d’accordo con il fatto che anche nelle conversazioni delicate, nelle negoziazioni, nei feedback e nella gestione delle obiezioni, la parte successiva all’avversativa tende a ricevere maggiore attenzione.

Che cosa accade nella relazione
  • L’empatia iniziale può perdere forza,
  • Il confronto può assumere un tono più competitivo,
  • L’interlocutore può concentrarsi sulla correzione o sul limite,
  • La collaborazione può rallentare proprio nel momento in cui serve maggiore apertura,
  • Una scelta linguistica più morbida può mantenere presenti entrambe le prospettive.
Un esempio concreto
Formula avversativaFormula collaborativa
Capisco il suo punto di vista, ma dobbiamo seguire questa procedura.Capisco il suo punto di vista e, allo stesso tempo, dobbiamo seguire questa procedura.

La seconda formulazione conserva l’ascolto iniziale e affianca con chiarezza l’esigenza organizzativa.

Alternative alle parole avversative

Ecco il risultato della mia ricerca, quali alternative, mi chiedeva Sara, ho a disposizione al posto delle avversative? Tante, qui ne riporto una dozzina.

Prima di scegliere quale usare, c’è un altro passaggio chiave: sapere che ogni alternativa produce un effetto diverso. La scelta più efficace dipende dallo scopo della frase, dal contesto e dalla relazione.

E, la mia preferita 😉
Unisce due informazioni e attribuisce valore a entrambe.
«Capisco la sua esigenza e dobbiamo anche garantire la sostenibilità del progetto.»

Allo stesso tempo, la più gettonata!
Tiene insieme due esigenze presenti nello stesso momento.
«Il budget è importante; allo stesso tempo, è utile considerare il costo delle inefficienze attuali.»

Proprio per questo
Trasforma l’obiezione in una ragione per approfondire o agire.
«Capisco che il cambiamento vi preoccupi. Proprio per questo abbiamo previsto un affiancamento graduale.»

Detto questo / Detto ciò
Introduce un secondo elemento mantenendo il primo nel discorso.
«La vostra richiesta è comprensibile. Detto ciò, valutiamo insieme l’impatto sulle tempistiche.»

Inoltre / In aggiunta
Amplia il ragionamento con un ulteriore elemento utile.
«La soluzione riduce i tempi. Inoltre, migliora la tracciabilità delle attività.»

Da un altro punto di vista
Apre una prospettiva alternativa con tono esplorativo.
«Il costo iniziale è significativo. Da un altro punto di vista, permette di ridurre gli interventi manuali.»

Pur comprendendo…
Accoglie l’esigenza e mantiene chiaro il limite.
«Pur comprendendo la necessità di contenere il budget, le ore di personalizzazione restano indispensabili.»

Tenendo conto di…
Integra un vincolo o un criterio nel ragionamento comune.
«Tenendo conto delle vostre scadenze, possiamo organizzare l’implementazione in due fasi.»

A condizione che…
Collega disponibilità e condizioni operative in modo trasparente.
«Possiamo anticipare il rilascio, a condizione che i dati arrivino entro venerdì.»

Per questo motivo
Rende esplicito il legame tra l’esigenza e la proposta.
«Avete bisogno di mantenere il controllo sul processo. Per questo motivo vi proponiamo una fase pilota.»

Nel frattempo / Parallelamente
Coordina due azioni contemporanee.
«Possiamo mantenere il sistema attuale e, parallelamente, testare il nuovo modulo.»

Anche se
Introduce una concessione con un tono spesso più morbido.
«Anche se il progetto richiede un investimento iniziale, i benefici si misurano nel medio periodo.»

Una struttura semplice: accolgo, collego, propongo

Qui ti lascio un consiglio davvero utile! Esiste intatti una struttura semplice che puoi tenere a mente che ti aiuterà a comunicare con colleghi, clienti e fornitori in modo efficace! Nelle conversazioni professionali puoi organizzare la risposta in tre passaggi.

  • Accolgo: riconosco il punto di vista dell’interlocutore.
  • Collego: scelgo una formula che tenga insieme entrambe le prospettive.
  • Propongo: introduco una domanda, una condizione o una soluzione concreta.

Ad esempio: «Capisco che il prezzo sia superiore a quello previsto e proprio per questo vorrei analizzare con lei quali attività e risultati sono compresi nella proposta.»

Applicazioni in azienda

I campi di utilizzo sul posto di lavoro sono davvero tanti, ecco gli scenari principali:

  • Obiezione sul prezzo:
    Il costo supera il budget previsto e possiamo verificare insieme quali attività generano il valore maggiore.
  • Ritardo nella consegna:
    Comprendo l’urgenza e, tenendo conto delle attività ancora necessarie, possiamo proporre una consegna in due fasi.
  • Feedback a un collaboratore:
    La relazione è chiara e ben strutturata. Allo stesso tempo, alcuni dati richiedono una verifica prima dell’invio.
  • Limite contrattuale:
    Possiamo aggiungere la personalizzazione, a condizione che venga aggiornata la stima delle ore di sviluppo.
  • Gestione di un’obiezione:
    Capisco il dubbio e proprio per questo può essere utile osservare insieme un caso simile già risolto.

La scelta consapevole delle parole

Ah ricordiamoci sempre che le parole avversative restano utili quando desideriamo esprimere un contrasto netto, una condizione o un limite!

La competenza comunicativa consiste nel scegliere la formula capace di sostenere il messaggio e la relazione.
Prima di formulare una risposta, possiamo chiederci quale effetto desideriamo creare: chiarezza, apertura, fermezza, collaborazione oppure approfondimento. La parola giusta nasce da questa intenzione.

Stefania

Stefania

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