Le parole sono come semi, non basta averli: bisogna scegliere, piantare… e coltivare nel tempo.
Quante volte diciamo “è solo una parola”?
Eppure, le parole creano ponti o muri, scaldano o feriscono, nutrono o svuotano: ecco perchè si parla di comunicazione consapevole.
Talvolta, a farlo non è la parola in sé, quanto l’intenzione, il tono, il momento, la consapevolezza con cui viene scelta e pronunciata.
Come coach, formatrice e comunicatrice, vedo ogni giorno quanto la differenza non la faccia il cosa diciamo, ma come lo diciamo.
Immaginate di leggere ad un neonato un testo per farlo addormentare: può essere la classica fiaba del Mago Sbadiglio o il testo di una canzone Metal. Per lui cambia poco, è il tono che conta, il suono delle parole, non il loro significato.
Questo significa che possiamo dire le peggiori cose con tono amorevole ed essere giustificati? La risposta la sai già ovviamente.
Il potere delle parole: attivano pensieri, emozioni, azioni
Le parole possono descrivere la realtà o crearla.
Ogni volta che nominiamo qualcosa, le diamo forma. Ecco perché usare le parole con consapevolezza non è un lusso da poeti, ma una competenza fondamentale, per chi lavora con le persone e per chi vuole relazioni sane.
Una parola può:
- cambiare la direzione di una conversazione,
- sbloccare un’idea o un’emozione repressa,
- determinare se un messaggio arriva… o si perde per strada.
Come diceva Ludwig Wittgenstein:
“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo.”
Parole e consapevolezza: pensiamo con le parole che conosciamo
La nostra capacità di pensiero è limitata dal vocabolario che abbiamo.
Chi conosce solo 10 modi per definire un’emozione, la vivrà in modo molto diverso da chi ne conosce 50.
Ecco perché lavorare sul linguaggio significa espandere il pensiero.
Chi allena le parole, allena anche la propria capacità di:
- capire sé stesso,
- entrare in empatia con gli altri,
- scegliere cosa comunicare e cosa no.
In aula e nei miei percorsi, una delle cose che faccio spesso aiutare le persone a riscoprire il peso e il potere delle parole che usano ogni giorno, spesso in automatico.
La parola giusta al momento giusto cambia la realtà
Servono paroloni? linguaggi arcaici, comprensibili solo ai colleghi di Dante? Più che altro, a mio parere, servono: intenzione, ascolto e presenza.
É necessario sapere che ogni parola che usiamo lascia un’impronta nel pensiero di chi ci ascolta e spesso anche nel nostro.
Per questo:
- dire “devo” o “scelgo di” non è la stessa cosa,
- dire “sono sbagliato” o “ho fatto una cosa sbagliata” non è la stessa cosa,
- dire “sei sempre…” o “a volte mi capita di notare che…” non è la stessa cosa.
Allenare l’uso consapevole delle parole è allenare il nostro potere personale.
Le parole sono semi: sta a noi decidere cosa farci crescere.
La prossima volta che parli, scrivi o rispondi…
Fermati un attimo, respira e chiediti: la parola che sto per usare… che effetto ha su di me? e sull’altro? La stai dicendo per connettere, o per difenderti o giustificarti? Per chiarire, o per controllare o distruggere?
Quando questo meccanismo diventa una tua competenza inconscia, è qui che comincia la magia.
Vuoi lavorare sulla tua comunicazione?
Nei miei percorsi unisco coaching, PNL e consapevolezza emotiva per aiutarti a comunicare meglio con te stesso e con gli altri. Scrivimi, sarà un piacere leggerti.







