9 protagonisti, 3 storie e 1 via per conoscere sé stessi e gli altri attraverso l’Enneagramma
Ci sono progetti che programmi, e poi ci sono progetti che, mentre li stai facendo, iniziano a prendere una strada tutta loro. “Nove modi per essere me” è nato così.
Non davanti a una pagina bianca, pensando: “Adesso scriviamo un libro”. È nato tra i ragazzi, dalle loro osservazioni, dalle loro domande, dal loro modo di riconoscersi (oppure di non riconoscersi affatto) nei personaggi che, incontro dopo incontro, portavo con me.
Oggi poter dire che quel percorso è diventato davvero un libro, scritto insieme a Ivo Guerra, mi emoziona tantissimo, perché dentro queste pagine, c’è un pezzo di un anno vissuto insieme, oltre all’Enneagramma.
Tutto è iniziato da 9 personaggi
Abbiamo iniziato a lavorare al progetto durante l’anno educativo 2025-2026, a Santarcangelo di Romagna, all’interno de Il Mandorlo APS, associazione che gestisce un progetto educativo scolastico.
L’idea iniziale era portare l’Enneagramma ai ragazzi in un modo completamente diverso. Niente spiegazioni teoriche all’inizio, niente “questo è l’Enneatipo Uno, questo è il Due…”.
Ho scelto di partire dalla narrazione di storie. A ogni incontro raccontavo ai ragazzi un personaggio diverso, ognuno incarnava alcune delle caratteristiche di uno dei nove Enneatipi, ma loro ancora non lo sapevano.
Il loro compito era osservarlo: come si comporta? Quali sono i suoi punti di forza? Dove incontra maggiori difficoltà? Quali talenti possiede? Cosa lo fa arrabbiare, cosa lo mette in difficoltà, cosa desidera?
Ma soprattutto: perché si comporta in quel modo?
Perché l’Enneagramma, per me, diventa davvero interessante proprio quando smettiamo di fermarci a ciò che una persona fa e iniziamo a chiederci che cosa la muove.
Prima le storie, poi l’Enneagramma
Lezione dopo lezione è successa una cosa bellissima: alcuni ragazzi hanno iniziato a riconoscersi.
- “Questo un po’ sono io.”
- “Anch’io faccio così.”
- “Questa cosa mi dà fastidio proprio come a lui.”
Per qualcuno il riconoscimento è stato quasi immediato, per altri è arrivato più lentamente, qualcuno è rimasto nel dubbio. Tutto secondo i piani insomma 😉
Solo dopo aver conosciuto tutti e nove i personaggi ho unito i puntini e raccontato loro che dietro quelle storie c’era un modello: l’Enneagramma.
Ho mostrato il simbolo, spiegato i nove Enneatipi e iniziato a collegare ciò che avevamo osservato nelle settimane precedenti.
A quel punto le storie erano diventate uno specchio per iniziare a osservarsi con più attenzione.
Quando i ragazzi sono diventati protagonisti
Da lì è iniziata la seconda parte del viaggio.
Abbiamo chiesto ai ragazzi di aiutarci a costruire nove nuovi protagonisti adolescenti, uno per ciascun Enneatipo. I personaggi sono nati mescolando realtà e immaginazione: caratteristiche personali, piccoli pezzi autobiografici, comportamenti osservati, desideri, paure, talenti e dettagli inventati.
Piano piano hanno preso forma e quando i nove protagonisti sono diventati abbastanza “veri”, abbiamo fatto qualcosa di ancora più complicato: li abbiamo messi dentro delle storie.
Tre storie diverse, che si svolgono contemporaneamente, nello stesso giorno e alla stessa ora, in luoghi differenti della stessa via.
Costruirle insieme è stato l’opposto che semplice. Io e Ivo abbiamo accompagnato molto i ragazzi nella scrittura, cercando di tenere insieme trama, caratteri, comportamenti e coerenza dei personaggi senza perdere la loro voce.
È stato un lavoro lungo, impegnativo e, a tratti, decisamente complesso.
Credo sia proprio questo a rendere “Nove modi per essere me” diverso da un classico libro sull’Enneagramma. Prima vengono le persone e solo dopo arriva la teoria.
Nove protagonisti, tre storie e una via per conoscere se stessi
Il libro comincia raccontando proprio come è nato questo progetto.
Dopo la prefazione di Gianluca Sardelli, che ringraziamo in modo particolare per aver accolto il nostro invito, io e Ivo accompagniamo il lettore dentro il percorso.
Quasi subito gli proponiamo un piccolo test, si risponde alle domande, si annotano i risultati e poi… si va avanti.. senza risultato immediato perché quei risultati torneranno utili più tardi.
Entrano quindi in scena i nove protagonisti, seguiti da un prologo comune e dalle tre storie nate dal lavoro con i ragazzi. Tre vicende autonome che accadono nello stesso momento e che, alla fine, convergono.
I nove protagonisti si ritrovano tutti insieme a seguito di un evento particolare. L’incontro in Via dei Girasoli rappresenta la metafora che volevamo lasciare al lettore: nessuno dei nove modi di essere è migliore degli altri e nessuno, da solo, basta.
Riconoscere il proprio Enneatipo può essere un punto di partenza, il passo successivo è imparare a vedere, comprendere e portare nella propria vita anche le risorse che appartengono agli altri modi di essere.
Dalle storie alla scoperta dell’Enneagramma
Finita la parte narrativa, cambia il ritmo.
Qui io e Ivo prendiamo per mano il lettore e lo accompagniamo dentro l’Enneagramma: che cos’è, come può essere utilizzato, cosa rappresentano i nove Enneatipi e come questo modello può diventare uno strumento di osservazione e conoscenza di sé e degli altri.
Abbiamo cercato volutamente di evitare il classico saggio un po’ peso… Volevamo un libro che potesse essere letto da un adolescente, ma anche da un genitore, un insegnante, un educatore o semplicemente da una persona curiosa che sente parlare di Enneagramma e vuole finalmente capire di cosa si tratta senza cominciare da un saggio infinito.
Per questo abbiamo alternato spiegazioni, storie, strumenti e momenti di interazione.
Ci sono anche delle flashcard, piccole schede che condensano concetti, caratteristiche e spunti di riflessione in una forma immediata: qualcosa da leggere velocemente, riprendere, confrontare e utilizzare per fissare ciò che si è scoperto.
Naturalmente a un certo punto torniamo anche al mini-test iniziale. Questa volta per leggerne e interpretarne il risultato alla luce di tutto quello che abbiamo scoperto nel frattempo.
…e se quei nove ragazzi diventassero adulti?
C’era però ancora qualcosa che mancava. Avevamo raccontato nove ragazzi e il loro modo di affrontare ciò che accadeva intorno a loro. Ma l’Enneagramma, per noi, non serve soltanto a dire: “Io sono fatto così.” Serve soprattutto a chiederci: “Ora che mi conosco un po’ meglio, cosa posso farne?”
Per questo, verso la fine del libro, io e Ivo siamo tornati dai nostri nove protagonisti e abbiamo provato a immaginarli da adulti.
“Potrei essere questo da grande.”
Ci tengo a specificare che si tratta solo di una possibilità, nulla a che fare con fato, destino e qualcosa di già scritto.
Come potrebbe evolvere quel ragazzo se imparasse a conoscere meglio i propri automatismi, valorizzare i propri talenti, lavorare sui propri limiti e aprirsi alle qualità degli altri Enneatipi?
Per me è una delle parti più significative del libro, perché sposta l’attenzione dal semplice riconoscimento alla possibilità di evolvere.
Conoscersi significa avere qualche strumento in più per scegliere chi vogliamo diventare (non per attaccarci un’etichetta giustificativa di ciò che siamo).
Un libro da leggere e vivere
Beh volevamo che il percorso non terminasse girando l’ultima pagina, perciò alla fine del libro abbiamo inserito un’ultima esperienza.
Attraverso un QR Code si accede al gioco online “Carte Specchio”.
Qui il lettore incontra molte più affermazioni rispetto al mini-test iniziale e può esplorare ulteriormente le proprie affinità con i nove Enneatipi attraverso un percorso fatto di tessere colorate da lasciare o portare nel proprio mazzo. Alla fine riceve il proprio risultato via email.
Anche in questo caso l’obiettivo non è appiccicarsi un numero addosso, bensì continuare a farsi domande.
Perché un test può darci un’indicazione, una storia può farci riconoscere, una carta può farci riflettere.
Ma la conoscenza di sé richiede tempo, osservazione e curiosità.
Un libro per ragazzi svegli e adulti risvegliati
“Nove modi per essere me” è nato lavorando con degli adolescenti, ma non è un libro soltanto per ragazzi.
È per i ragazzi che stanno iniziando a chiedersi chi sono.
È per i genitori che vorrebbero comprendere un po’ meglio certi comportamenti.
È per insegnanti ed educatori.
È per chi lavora con le persone.
È per gli adulti che magari dell’Enneagramma hanno già sentito parlare, ma non hanno mai trovato il momento, o la voglia, di affrontare un manuale teorico.
Ed è per i curiosi, quelli che davanti a una storia iniziano a pensare: “Aspetta un attimo… ma questo sono io.”
Forse è proprio questo il modo più semplice per spiegare cosa volevamo fare: creare un percorso che le aiutasse a guardarsi un po’ meglio.
Credits
In copertina trovate i nostri nomi, Stefania D’Alessandro e Ivo Guerra, ma “Nove modi per essere me” non sarebbe esistito senza tutte le persone che hanno partecipato al suo viaggio.
Prima di tutto i ragazzi de Il Mandorlo APS, con cui abbiamo costruito personaggi e storie e che ci hanno permesso di trasformare un’idea in qualcosa di vivo.
Un grazie speciale a Gianluca Sardelli, che ha firmato la prefazione.
E grazie a Giorgia Matteini Palmerini, Cilindrina Creative Consulting, che ha dato un volto al nostro progetto realizzando la copertina.
Oggi questo libro esce dalle nostre mani, ed è probabilmente questa la parte che mi emoziona di più.
Per mesi quei nove protagonisti sono stati “nostri”: li abbiamo osservati nascere, cambiare, litigare, scegliere, sbagliare, incontrarsi e crescere. Adesso possono incontrare altri ragazzi e altri adulti.
…e magari, tra una storia, una domanda, una FlashCard e una Carta Specchio, qualcuno potrà riconoscere un pezzetto di sé.
Nove modi per essere me.
Perché di certo ognuno di noi ha un paio di lenti proprie per guardare il mondo, ma conoscere noi stessi significa anche scoprire quanti altri modi abbiamo ancora a disposizione.
“Nove modi per essere me” di Stefania D’Alessandro e Ivo Guerra è disponibile su Amazon.







